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Guglielmo Marconi: il padre della radio

Un viaggio nella storia delle onde elettromagnetiche

L’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche

L’EIAR era l’organizzazione responsabile della gestione e della diffusione delle trasmissioni radiofoniche in Italia durante il regime fascista. Fondata nel 1927, l’EIAR fu il principale strumento attraverso il quale il governo di Mussolini controllava la programmazione radiofonica, utilizzando la radio come mezzo di propaganda per promuovere l’ideologia fascista e diffondere cultura, musica, e informazione in modo centralizzato.

L’EIAR operava sotto il controllo diretto del regime, che ne supervisionava i contenuti per garantire che fossero allineati con i valori fascisti. La radio divenne un veicolo fondamentale per unificare il paese attorno all’identità nazionale, con programmi che spaziavano dalla musica, come l’opera e canzoni patriottiche, alle trasmissioni educative e politiche. L’EIAR fu sostituita nel dopoguerra dalla RAI (Radio Audizioni Italiane), che continua a essere il servizio pubblico radiotelevisivo in Italia.

La radio e gli altri media: la rivista Radiocorriere

Il Radiocorriere era la rivista ufficiale dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) e, successivamente, della RAI. Fondato nel 1925, il Radiocorriere era inizialmente chiamato Radio Orario e serviva come guida settimanale alla programmazione radiofonica, contenendo informazioni sui programmi in onda, articoli su argomenti culturali, tecnologici, e interviste con personalità legate al mondo della radio e della musica.

Durante l’epoca fascista, il Radiocorriere divenne uno strumento importante per la diffusione della propaganda del regime, fornendo non solo il palinsesto radiofonico, ma anche contenuti che promuovevano i valori fascisti. La rivista rifletteva l’ideologia dominante, con articoli e commenti che esaltavano il nazionalismo, l’autarchia, e altre tematiche care al regime.

Radio Bari: dalle province alla resistenza

Radio Bari fu una stazione radiofonica italiana con un ruolo significativo sia durante il periodo fascista che nella Resistenza. Fondata nel 1932, divenne particolarmente nota per le sue trasmissioni in lingua araba, rivolte alle popolazioni del Nord Africa e del Medio Oriente. Queste trasmissioni facevano parte della strategia del regime fascista di influenzare l’opinione pubblica araba, promuovendo l’ideologia fascista e tentando di guadagnare alleati contro le potenze coloniali britanniche e francesi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, Radio Bari cambiò volto. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la stazione passò sotto il controllo degli Alleati e divenne uno strumento della Resistenza italiana. Fu la prima radio libera a trasmettere messaggi contro il fascismo e i nazisti, svolgendo un ruolo cruciale nella diffusione di informazioni e nel coordinamento delle attività resistenziali.

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